Abandonware
Software che nessuno vende o supporta più, ma che resta protetto dal diritto d'autore: un dettaglio che il termine tende a far dimenticare.
Il termine si diffuse alla fine degli anni Novanta, quando alcuni siti iniziarono a ospitare vecchi giochi per DOS e Amiga sostenendo che l'editore avesse chiuso o semplicemente non se ne curasse. Dal punto di vista giuridico questa categoria non esiste. Il diritto d'autore dura decenni (nell'UE, 70 anni dalla morte dell'autore) e i diritti di uno studio fallito spettano spesso a chi ha rilevato la massa fallimentare, frequentemente senza accorgersene.
A volte il titolare si risveglia: da quando il retrogaming è redditizio, molti titoli sono tornati negli store digitali e i siti li hanno rimossi. Negli Stati Uniti, dal 2015 la Library of Congress concede esenzioni al DMCA per biblioteche e archivi che mantengono giocabili i giochi dopo la chiusura dei server. Senza gli appassionati e i loro emulatori, gran parte della storia dell'informatica sopravvivrebbe solo in forma di screenshot, uno scenario che nessuna legge sul copyright aveva davvero previsto.